Random Posts
Video Assoporti
News dall'Europa
OneBeltOneRoad
Cerca nel blog
Archivio notizie
Cerca in tutte le edizioni
STIAMO AGGIORNANDO IL SITO
PORTO&interporto - Sfoglia subito l'ultima edizione
Informazioni personali
Lorem 1
Technology
Circle Gallery
Shooting
Racing
News
Lorem 4
Presidente, quali provvedimenti ritenete più urgenti per la logistica?
“Riteniamo che non sia più rinviabile una “politica industriale” per la logistica, una Logistica 4.0 che – sul modello di Industria 4.0 – accompagni l’evoluzione del settore. Non ci servono sussidi, bensì incentivi agli investimenti finalizzati al salto dimensionale, tecnologico, formativo, sostenibile. Siamo l’unico Paese dell’Unione Europea con oltre 400 procedimenti amministrativi e di verifica, posti in capo a 19 diverse pubbliche amministrazioni, che oggi gravano sulla merce e sui vettori. E’ necessario introdurre uno Sportello Unico dei Controlli, non solo Doganali; siamo l’unico Paese UE che ancora non si è dato una regola sostenibile in termini di verifiche radiometriche. Siamo l’unico Paese UE ad avere un doppio controllo sulle merci, oltreché quello doganale anche quello della Guardia di Finanza. Siamo l’unico Paese UE che per effettuare le analisi sanitarie a campione in fase di sdoganamento, non si affida a laboratori esterni accreditati privati, bensì utilizza solo quelli pubblici anche se il loro numero è assolutamente insufficiente. E potrei proseguire”.
Dal Pnrr 61 miliardi di euro per investimenti in infrastrutture, mobilità sostenibile, trasporti, logistica. Qualio risultati si aspetta?
“Il Pnrr va nella giusta direzione. Ci abbiamo tanto lavorato con il Ministero, con la Struttura Tecnica di Missione, con gli uffici preposti. Il fatto stesso che circa il 25% delle risorse, tra Pnrr e Fondo Complementare, siano destinate al macro settore della mobilità, dei trasporti, della logistica ci fa capire quanto sia ormai matura la consapevolezza che, attorno all’evoluzione di questo comparto, si gioca forse il pezzo più decisivo del rilancio dell’economia del Paese. Parliamo di un comparto trasversale e indispensabile all’industria manifatturiera, al turismo, all’agricoltura, all’edilizia, al rilancio dei consumi come alle grandi questioni di sicurezza energetica e approvvigionamento di materie prime del Paese. Non a caso ben quattro delle sei Missioni del Pnrr prevedono riforme o risorse per i nostri ambiti operativi di attività. Se si faranno tutte le riforme di cui stiamo parlando, se le nostre performance saranno in linea con l’UE, non avremo soltanto un moderno sistema logistico, avremo un Paese migliore e moderno”.
Parliamo di transizione digitale, ma anche di semplificazione.
“Il regolamento attuativo dello Sportello Unico Doganale e dei Controlli, dopo 5 anni è finalmente approdato in Consiglio dei Ministri, una storica richiesta di Confetra che, in linea potenziale, allinea il nostro sistema di controlli sulla merce ai modelli più performanti in chiave europea. Ora bisogna seriamente pensare al software logistico: imprese e regole. Anche perché la ricchezza, il lavoro, i redditi sono prodotti dalle imprese non dalle gittate di cemento. Ed anche perché le transizioni Green e Digital dovranno viverle e realizzarle le imprese, non i moli o i piazzali. Alcune vicende, solo apparentemente minori, dimostrano che, senza una reale politica integrata per il trasporto e la logistica, non sarà possibile cogliere le sfide che ci aspettano”.
Confetra festeggia quest’anno i 75 anni di vita. Su quali direttrici si muoverà l’azione futura?
“La nostra è una storia di associazionismo sano, istituzionale, autorevole al servizio del Paese. Guardando avanti posso dire che le nostre imprese sono pronte a sostenere lo shift modale per integrare al meglio gomma e ferro, accrescendo la quota modale di quest’ultimo. Pronte a far propri gli obiettivi del Green New Deal e degli accordi di Parigi. Lo stesso per quanto riguarda la grande sfida della Via della Seta e della nuova Agenda delle relazioni Transatlantiche che l’Amministrazione Biden annuncia di voler porre in essere, superando l’odiosa stagione delle guerre commerciali e dei dazi. Per portare avanti questo programma ambizioso dobbiamo sentirci tutti parte di una stessa squadra, l’Italia, che vuole tornare a dire la propria - dal punto di vista produttivo, commerciale, logistico – nel Mondo”.
Logistica e trasporti
Il 30 novembre e il 1 dicembre a Roma l’Assemblea ALIS e gli Stati Generali del trasporto e della logistica, dal 16 al 19 marzo 2022 a Verona la fiera LetExpo – Logistics Eco Transport. Dopo il Roadshow di appuntamenti organizzati proprio da ALIS tra maggio e luglio a Roma, Sorrento e Manduria per evidenziare anche all’opinione pubblica quanto green e blue economy siano essenziali per la ripartenza, queste le nuove importanti date di ALIS per la stagione di eventi nazionali associativi che ha visto e vedrà protagonisti il cluster e l’intero settore del trasporto e della logistica sostenibili.
L’Associazione ha infatti dato appuntamento ai Soci, alle Istituzioni, ai rappresentanti del mondo delle imprese, della formazione, delle professioni, delle associazioni e della cultura presso la propria prestigiosa sede nazionale di Roma per l’evento di due giorni “Assemblea ALIS e gli Stati Generali del trasporto e della logistica” che ha riscosso una eco mediatica incredibile. Una scelta importante quella di ospitare l’evento “in casa”, ed in particolare negli studi televisivi di ALIS Channel inaugurati lo scorso maggio, che rappresentano già oggi un punto di riferimento per il settore e un luogo di confronto aperto a tutti, che ha accolto ospiti relatori ed uditori moderati da noti giornalisti del panorama nazionale del calibro di Nunzia De Girolamo, Maria Soave, Bruno Vespa, Nicola Porro e Massimo Giletti. Due intere giornate per porre il settore logistico e le sue sfide, ALIS e le sue priorità programmatiche al centro dell’opinione pubblica, che hanno raggiunto l’obiettivo di creare ulteriore valore aggiunto per l’intero sistema economico del Paese. 4 Ministri: Giovannini, Di Maio, Bonetti, Gelmini; 3 Viceministri e Sottosegretari: Castelli, Morelli, Gava; il Vicepresidente della Camera dei Deputati, On. Ettore Rosato; Deputati nazionali ed europei; 3 leader politici della maggioranza di Governo: Enrico Letta, Matteo Salvini, Antonio Tajani. Questi i nomi che hanno impreziosito un evento di altissima caratura.
E se il 2021 di ALIS è stato caratterizzato da questi importanti eventi pubblici di carattere nazionale, chiudendo l’anno appunto con l’Assemblea e gli Stati Generali, il 2022 non sarà da meno. E’ infatti stato annunciato nelle scorse settimane proprio dal Presidente di ALIS Guido Grimaldi e dal Direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani che dal 16 al 19 marzo si svolgerà a Verona la prima edizione di “LetExpo - Logistics Eco Transport”, la più grande fiera in Italia dedicata al trasporto e alla logistica sostenibili. Oltre a convegni, seminari tematici ed incontri B2B, a LetExpo ALIS metterà a sistema e farà incontrare, nuovamente in presenza in un grande evento fieristico internazionale tutti gli attori della catena logistica e dell’intera galassia che ruota attorno al settore, dalle imprese di trasporto stradale, marittimo e ferroviario a terminalisti, spedizionieri, aziende fornitrici di servizi di trasporto e logistica, case costruttrici, compagnie assicurative, istituti bancari, porti, interporti, aeroporti, scuole, ITS, Università e centri di ricerca, tutti con una forte voglia di tornare a fare network ed approfondire le principali tematiche green, puntando inoltre ad intensificare una politica industriale nazionale che miri a tutelare il Made in Italy e ad accrescere la competitività delle aziende nei mercati internazionali.
ALIS intende quindi fornire momenti di confronto e dialogo diretto tra il mondo pubblico e il mondo privato, riunendo i principali player e stakeholder accomunati da una visione presente e futura orientata principalmente allo sviluppo della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Appuntamenti chiave per il panorama associativo ed imprenditoriale, per continuare ad evidenziare il ruolo strategico che il settore svolge per la vita quotidiana del Paese, ma anche le necessità e le istanze degli operatori dell’intera filiera.
4000
Logistica e trasporti
Il panorama delle imprese di spedizioni internazionali italiane è caratterizzato da realtà di medie e piccole dimensioni dove il pensare e agire “da artigiano” costituiscono un elemento distintivo nell’offerta dei servizi ai propri clienti.
Anche le aziende con capitali stranieri e governati attraverso articolati modelli organizzativi da multinazionali sentono comunque il bisogno di lasciare spazio alle competenze ed esperienze dei propri dipendenti. Da qui nasce una riflessione: “le persone fanno la differenza”, soprattutto in aziende che offrono servizi.
Partendo da queste premesse, il gruppo di lavoro Training & Development Advisory Body, grazie al mandato ricevuto dal Presidente, Silvia Moretto, e dal Consiglio Direttivo di Fedespedi, ha ideato e gestito un progetto denominato “Disclosing The Forwarding World” (disponibile sul sito www.fedespedi.it) finalizzato alla migliore comprensione degli attuali profili professionali e al loro scenario di sviluppo nel corso dei prossimi anni nell’ambito delle aziende di spedizioni internazionali operanti in Italia.
Tra gli obiettivi, oltre a fornire supporto alle imprese in questo processo di evoluzione, vi è anche quello di promuovere una professione poco nota al grande pubblico, ma caratterizzata da affascinanti opportunità di sviluppo, che si ritiene possa essere di sicuro interesse da parte delle future generazioni e del mercato del lavoro degli anni a venire.
L’iniziativa progettuale si è svolta durante le fasi salienti della Pandemia da COVID-19, fenomeno questo imprevisto ed imprevedibile, che ha obbligato tutte le organizzazioni, a prescindere dal settore di appartenenza, a una profonda riflessione circa la validità dei propri modelli organizzativi e di gestione delle risorse coinvolte.
Entrando nello specifico del progetto, questo ha visto la partecipazione attiva di numerose imprese associate, che hanno voluto dapprima definire “la catena del valore” caratterizzante le imprese del settore, per poi mappare i principali ruoli aziendali e tracciare le possibili evoluzioni degli stessi. L’obiettivo è stato quello di declinare i risultati in funzione delle diverse realtà coinvolte e di trovare un “minimo comune denominatore” considerando la varietà di servizi offerti, le diverse dimensioni e le specifiche coperture geografiche, in modo da poter avere una panoramica più rappresentativa possibile del settore.
Lo studio ha permesso di individuare e dettagliare cinque principali fattori di contesto esterno (organizzativo, tecnologico, di mercato, sociopolitico e normativo) che possono impattare la catena del valore e i servizi offerti; l’analisi di tali evoluzioni e relativi impatti si è focalizzata sui ruoli caratteristici di alcune funzioni ritenute chiave nell’ambito del settore. Sono stati dunque mappati e posizionati all’interno di una matrice di scenari di evoluzione, denominata Star Matrix, con l’obiettivo di andare a individuare, per ognuno di essi, quelli che verosimilmente vedranno crescere, mantenere stabile o ridurre la loro importanza, in relazione agli effetti che i fattori di contesto analizzati avranno sui ruoli stessi in un prossimo futuro.
Ritengo che quanto emerso durante lo svolgimento delle diverse fasi del progetto, le intense fasi di scambio di opinioni tra gli associati e i risultati ottenuti dall’analisi sistematica dei diversi profili, e della loro possibile evoluzione, sia andato oltre gli obiettivi inizialmente prefissati. Lo studio finale restituisce non solo gli scenari di evoluzione dei profili professionali ma anche utili indicazioni circa tendenze di sviluppo del settore nella sua complessità in termini di modalità e di approccio nell’erogazione dei servizi e della strategia di posizionamento, che devono essere coerenti e in linea con le possibili evoluzioni delle proprie risorse e del mercato del lavoro prossimo venturo.
L’auspicio è quello di poter fornire alle imprese associate uno strumento innovativo nelle modalità di esecuzione, utile a individuare soluzioni efficaci, in ambito organizzativo e di gestione delle risorse umane, con particolare attenzione alle evoluzioni delle funzioni tipiche delle proprie attività, alle trasformazioni previste e prevedibili per i diversi ruoli individuati e all’evoluzione delle competenze, più o meno richieste, nell’ambito delle imprese di spedizioni internazionali. Tendenze che sarà necessario governare per essere in grado di anticipare, e non subire, le trasformazioni in atto.
Obiettivo non meno importante è quello di promuovere le attività caratteristiche del settore, al fine di poter attrarre giovani professionalità che si affacciano al mondo del lavoro e che possano trovare, all’interno delle aziende di spedizioni internazionali, la giusta valorizzazione “dell’essere umano”, in contesti di mercato nei quali sempre di più la tecnologia e la standardizzazione di processi tendono a ridurre passione e creatività individuale, che sono invece elementi distintivi e fattori critici di successo per le aziende che operano nell’ambito dei servizi.
Guglielmo Davide Tassone
Presidente Training & Development Advisory Body di Fedespedi
Logistica e trasporti
Il recente arrivo del primo manifesto telematico nel porto di Genova è tra le note positive di un anno altrimenti «faticoso, caratterizzato da dinamiche di mercato che si sono ripercosse in particolare sulla figura dello spedizioniere». Alessandro Pitto, presidente di Spediporto, guarda al verso buono della medaglia, «la professionalità e l’efficienza con cui la categoria ha risposto alle sollecitazioni» e guarda al futuro, «alle cose da fare, che non sono poche».
L’avanzamento della digitalizzazione è tra queste priorità…
Il manifesto telematico ha rappresentato un passo davvero importante perché arriva dopo tutte le vicissitudini legate al tema della piattaforma nazionale. Si tratta di un primo mattoncino verso la ripresa, dopo la quasi interruzione dovuta alla fase più critica della pandemia, di uno sviluppo strutturale di queste nuove soluzioni tecnologiche. A Genova ci sono altre importanti iniziative in questo ambito che ci vedono tra i protagonisti. Basta pensare allo “svincolo telematico” che consentirà a spedizionieri, agenti, terminalisti e autotrasportatori di svolgere tutte le operazioni in digitale o a quello che viene chiamato comunemente “appuntamento intermodale”, con la possibilità da parte del trasportatore di avvisare in anticipo del suo arrivo. Sono tutti strumenti che aiuteranno a ottimizzare il flusso delle merci e a rendere più competitivo il porto.
Sul tema della competitività Spediporto è impegnata anche nella promozione delle ZLS…
Aspettiamo la nomina dei commissari, il primo passaggio per avere un interlocutore con cui dialogare e ragionare. Per Genova le facilitazioni previste da questo tipo di strumento possono essere la chiave di volta per un ulteriore rilancio delle attività logistiche. Abbiamo già individuato nella Polcevera l’area retroportuale più adatta per l’insediamento di una serie di servizi logistici a valore aggiunto. Siamo convinti che il porto non debba rivolgersi solo alle navi ma anche alla merce, offrendo strutture ad hoc in cui possa essere manipolata e trattata in regime extradoganale. È quanto avviene già in molti scali a livello internazionale. È arrivato il momento di colmare la lacuna.
Il 2021 è stato un anno «faticoso». Ha cambiato anche la natura della professione?
La nostra è una figura in continua evoluzione e in questo ultimo biennio per tutta una serie di cause i fattori di cambiamento hanno subito una forte accelerazione. La digitalizzazione, anche a rischio di ripetersi, diventa essenziale per fornire canali più affidabili ed efficienti nel rapporto con il cliente. C’è poi il tema del confronto con i processi di concentrazione nel settore del trasporto e la tentazione di disintermediazione nei vari segmenti della filiera logistica. Questo da un lato ci pone di fronte alla necessità di una crescita dimensionale, pena l’incapacità di dialogare da pari a pari con la controparte trasportistica, dall’altro ad investire di più in formazione e maggiore professionalità.
Come sarà lo spedizioniere del futuro?
Sempre più orientato alla consulenza. È vero che molte procedure sono standardizzate ma l’ecosistema con cui confrontarsi diventa allo stesso tempo sempre più complesso. Si pensi al fatto che dopo anni di liberalizzazione si va verso rapporti commerciali più normati. La Brexit ne è l’esempio lampante. Questo significa che le aziende orientate all’export avranno sempre più bisogno di professionisti in grado di accompagnarle.
State già lavorando in questa direzione?
Certo. Con Confetra e Fedespedi è stato compiuto un doppio lavoro per determinare la consapevolezza del grande pubblico verso le figure professionali della logistica e i reali fabbisogni delle sue aziende. Si tratta di una importante mappatura che ci permetterà di delineare le strategie di formazione per le nuove figure professionali e di rendere il settore più attrattivo nei confronti dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro.
Cosa si aspetta dal 2022?
A livello di mercato sarà un anno ancora complicato. Ma è anche l’anno in cui bisognerà portare a casa e concretizzare i progetti previsti dal PNRR. Sotto questo aspetto saremo impegnati direttamente come categoria avendo ricevuto da Confetra la delega a interloquire con le istituzioni per gli interventi legati alla digitalizzazione dei processi logistici.



