“Personalmente non sono professionalmente molto legato al settore crocieristico, mentre lo sono per quello merci e per logistica - ha affermato il presidente Assoporti - ma l’entusiasmo che ha generato in me questo settore lo devo a questa manifestazione e di questo vorrei ringraziare Francesco di Cesare che ci ha dato una prospettiva globale molto importante per chi opera o si avvicina a questo ormai ricco e strategico mercato. Una peculiarità che mi ha colpito è il fatto che passiamo dall’avere in Italia cinque porti crocieristici tra i primi dieci del Mediterraneo nel 2017 a sei porti nel 2018, senza tralasciare la previsione di un forte incremento nel numero dei passeggeri che nell’anno prossimo dovrebbero passare dai dieci milioni ai dodici milioni. Questo significa che le iniziative che stanno portando avanti tutti i porti italiani, grandi e piccoli, come progetti, lavori, adeguamenti strutturali, stanno portando i frutti sperati. Il settore crocieristico in Italia punta sulla bellezza, che noi abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, ma per chi ci visita non è una cosa così scontata, e questa bellezza la possiamo vendere come valore aggiunto, in maniera sempre più professionale, sempre più integrata in una economia fatta di servizi, di trasporti, di manifattura, di capacità di fare squadra a livello istituzionale locale e nazionale, tra pubblico e privato. Questa costatazione mi porta ad un’altra considerazione, quella che noi abbiamo una serie di caratteristiche che ci possono consentire di non seguire le cose che anche gli altri fanno, noi abbiamo tutta una serie di caratteristiche che sono specifiche: per citarne una, sostenibilità sociale, abbiamo una grandissima integrazione tra la vita di un porto e la vita di una città e questo è un valore su cui dobbiamo investire, più si integra il porto con la città più vedremo crescere questa economia. Un’economia che ritengo inattaccabile dal punto di vista competitivo da altri paesi perché non hanno tutto quello che abbiano noi e su questo terreno non potranno mai raggiungerci, e su questi valori, su questi fattori dobbiamo costruire il futuro della nostra economia”.
P.M.




