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» »Unlabelled » FEBBRAIO 2020 PAG. 62 - Trecento aziende ambasciatrici dell’eccellenza in Campania






Top imprese (il Gruppo Grimaldi guida la classifica con un valore della produzione al 2018 di oltre 3 mld di euro, sul podio anche Lillo e Adler) che generano un valore della produzione pari a 40,4 miliardi di euro,  in  crescita del  6%   rispetto al dato aggregato del 2017. Una crescita che coinvolge il 72% delle aziende esaminate da PwC con il contributo del Dipartimento di Economia della Federico II. Otto i settori sotto la lente: commercio, trasporti e logistica, agroalimentare, edilizia e servizi, automotive – railway - aerospace, produzione industriale, farmaceutica e moda. Le aziende del middle market rappresentano  la maggioranza delle Top 300, anche se le prime quattro superano il miliardo di euro per valore della produzione e le prime venti la soglia dei 300 milioni di euro. Tra i settori merceologici, la leadership va al commercio all’ingrosso e al dettaglio con oltre 10 miliardi di euro (+10,4% rispetto al 2017) con  un margine operativo di circa i 4%. Si attesta su 6,4 miliardi di valore della produzione il settore trasporti e logistica (+4,3% rispetto al   2017).

Al terzo posto per volumi di produzione il settore agroalimentare con 5,9 miliardi di euro,   in crescita di quasi 5 punti percentuali. In crescita anche il fatturato dei settori della produzione e distribuzione farmaceutica (+6,6%) e della produzione industriale (+8,4%), sebbene gli indicatori medi di redditività registrino una flessione di quasi un punto percentuale. Un tessuto produttivo tutto sommato in discrete condizioni di salute, caratterizzato da ridotte dimensioni aziendali e dalla scarsa propensione ad investire con proprie risorse. “Ho capito da quando ho assunto la carica di amministratore - afferma Emanuele Grimaldi - che il Gruppo doveva specializzarsi e diventare primi al mondo in alcuni settori specifici, come le autostrade del mare. E ci siamo sviluppati nei porti e nel lavoro a 360 gradi, guardando sempre in avanti. Stiamo infatti ingrandendo il terminal di Barcellona con un autoparco, parcheggi e un raccordo più attrezzato con la ferrovia, abbiamo le autorizzazioni per costruire un autoparco che diventerà il gateway per l’export degli stabilimenti Fca, a Salerno produrremo l’energia che occorre ai nostri servizi mediante il fotovoltaico”.

Le eccellenze però non bastano senza innovazione, nuove conoscenze e soprattutto politiche adeguate. Lo sottolinea Paolo Scudieri, patron di Adler, il secondo player al mondo per la componentistica automotive (70 stabilimenti in trenta Paesi, un valore alla produzione di oltre un miliardo e 700 milioni di euro). “Se parliamo di politiche per il Sud - aggiunge Scudieri - dobbiamo innanzitutto pensare a misure che favoriscano l’attrattività del territorio. Si tratterebbe, peraltro, di ricette applicabili all’intero Paese, tenendo presente che una crescita organica non può che partire dal Mezzogiorno. Non possiamo limitarci ad un sistema di agevolazioni per aree svantaggiate. Ci vuole una politica industriale strutturata, che permetta di fare impresa e, quindi, creare lavoro e benessere”.

E lancia una proposta: “In tutta Italia, ma al Sud in particolare, c’è un gran numero di capannoni industriali in disuso. Perché non ospitare le aziende che lasciano il Regno Unito a causa della Brexit? Restituire un territorio che ha fame di lavoro come il Mezzogiorno all’Italia significa dare un’opportunità a tutto il Paese per crescere”. Un’occasione per guardare anche all’area del Mediterraneo come strada naturale del commercio globale. Il raddoppio del canale di Suez e la nuova via della Seta stanno infatti conferendo a quest’area una rinnovata centralità nei traffici via mare. Ed il Mezzogiorno, con i suoi porti, può assumere un ruolo significativo sulla strada dello sviluppo.

                                                                                                                                  Eduardo Cagnazzi

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